Partiamo da un presupposto, sono un lettore di Tolkien atipico. Nel senso che l'ho scoperto tardi, in prossimità dell'uscita del primo film della trilogia, anche se avevo in libreria il volume de Il Signore degli Anelli da una vita, se non ricordo male era stato un classico regalo da compleanno. Comunque per tantissimo tempo, il libro era rimasto a scaffale a prendere polvere, non per un motivo preciso ma così, perchè avevo sempre altro da leggere. Stessa fine aveva fatto l'edizione del Silmarillion, altro regalo di compleanno, sì ho tanti amici e siamo tutti nerd, fino a qualche mese fa.
Ho deciso finalmente di spolverarlo e leggerlo dopo aver finito di rileggere il Signore degli Anelli nella nuova traduzione, magari farò poi un post specifico per quello perchè ora divagherei anche fin troppo, che a me è piaciuta parecchio al netto di alcune scelte che mi hanno fatto un po' storcere il naso.
Ritornando al Silmarillion devo dire che, pur essendo preparato in quanto sia chi me lo aveva regalato sia altri amici che lo avevano letto mi avevano preavvertito che era piuttosto pesante, mi è risultato veramente ostico procedere. Non tanto per la scrittura e la scelta di una terminologia particolarmente ricercata e pomposa, questa ci sta essendo più un libro di epica che di fantasy propriamente detto, quanto per la difficoltà a raccapezzarsi con tutti i nomi dei luoghi e la genealogia dei vari protagonisti. Veramente una prova infernale che più di una volta ho pensato di mollare. In realtà quello che mi ha fatto proseguire nella lettura, facendomela portare a termine è la storia o meglio le storie, in quanto il libro è formato da più di un racconto anche se con un filo comune che li collega. Se infatti si filtra l'opera da tutte le sovrastrutture, giochi di parole, ricercatezza linguistica ecc ecc, si ha il Tolkien, secondo me, migliore. Quello che tratteggia personaggi e storie degne delle grandi opere epiche medioevali, Re Artù, l'Orlando Furioso o le varie storie della mitologia Norrena tanto per citarne alcune, per cui pur essendo molto classiche e perciò scontate (si sa già che i buoni prevarranno nonostante la malvagità dell'Oscuro Signore di turno) non si riesce a staccarsi dalla pagina perchè non si può lasciare Beren proprio in quel punto mezzo moribondo o non vedere se effettivamente il fato avverso di Turin si realizzerà completamente (sulla affinità tra la storia di Turin e quella di Edipo è meglio soprassedere perchè anche fin troppo evidente).
Questo è il Tolkien che a me è sempre piaciuto di più, quello capace di rielaborare la mitologia classica, creando storie e personaggi che, come appunto ho detto prima, non sfigurerebbero vicino agli eroi ormai entrati pantheon mondiale degli eroi senza macchia.
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